LA LEGGE 119, LA COSTITUZIONE ITALIANA E LA NORMATIVA IN VIGORE

DALLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA Anno 158° – Numero 182
Sintesi del TESTO DEL DECRETO-LEGGE 7 GIUGNO 2017, N. 73 COORDINATO CON LA LEGGE DI CONVERSIONE 31 LUGLIO 2017, N. 119 firmato dal Ministro della salute Lorenzin e presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni.


«Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci.». (17A05515)

Art. 1
Disposizioni in materia di vaccini

Al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, nonche’ di garantire il conseguimento degli obiettivi prioritari del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017/2019, di cui all’intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 19 gennaio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2017, ed il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale,
per i minori di età compresa tra zero e sedici anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati sono obbligatorie e gratuite, in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, le vaccinazioni di seguito indicate:


a) anti-poliomielitica;
b) anti-difterica;
c) anti-tetanica;
d) anti-epatite B;
e) anti-pertosse;
f) anti-Haemophilus influenzae tipo b;


1-bis. Agli stessi fini di cui al comma l, per i minori di età compresa tra zero e sedici anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati sono altresì obbligatorie e gratuite, in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, le vaccinazioni di seguito indicate:


a) anti-morbillo;
b) anti-rosolia;
c) anti-parotite;
d) anti-varicella.


Art. 3
Adempimenti vaccinali per l’iscrizione ai servizi educativi per l’infanzia, alle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, ai centri di formazione professionale regionale e alle scuole private non paritarie


I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni e del minore straniero non accompagnato, a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori o ai soggetti affidatari la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie indicate all’articolo 1.


Art. 4


In caso di mancata osservanza dell’obbligo vaccinale di cui al presente articolo, i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari sono convocati dall’azienda sanitaria locale territorialmente competente per un colloquio al fine di fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e di sollecitarne l’effettuazione.
In caso di mancata effettuazione delle vaccinazioni di cui ai commi 1 e 1- bis, ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori o ai soggetti affidatari ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, e’ comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro cento a euro cinquecento.


http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/08/5/17G00132/sg

L’Italia è l’unico Paese d’Europa a prevedere l’obbligo per 10 vaccinazioni.

UN PO’ DI STORIA
La storia dei vaccini, prima ancora che dalla scienza, nasce dall’esperienza popolare diretta e precisamente dall’osservazione di un contadino, che aveva notato l’effetto del contatto con una mucca malata di vaiolo che rendeva immune il mungitore al vaiolo umano. Questi decise di “vaccinare” tutta la famiglia.
Solo successivamente a queste osservazioni empiriche il medico inglese Edward Jenner nel 1798 introdusse nella medicina il vaccino del vaiolo, il primo vaccino efficace mai sviluppato, avendo anche lui osservato che i mungitori che si infettavano col vaiolo bovino, in seguito non sviluppavano più il vaiolo, il che mostrava come l’inoculazione di un vaiolo bovino proteggesse contro la forma umana di vaiolo. A questa pratica venne dato il nome di “vaccinazione”.


OBBLIGO VACCINALE
La comparsa dell’obbligo vaccinale nella storia non ha origini ben definite.
Si fa risalire al 1805 un decreto con il quale Napoleone prescriveva che tutti i soldati della sua armata, che non avevano contratto ancora il vaiolo, venissero “obbligatoriamente” vaccinati.
Il vaccino antivaiolo, dapprima obbligatorio per le reclute (Francia, Prussia, Regno di Sardegna), venne poi esteso alla popolazione civile (in Europa nel 1871, negli USA l’anno successivo).
In Italia, è con la Legge CRISPIPAGLIANI del 1888, che s’impone l’obbligo della vaccinazione antivaiolosa per i nuovi nati. L’ obbligo rimase, nonostante fosse già evidente la scomparsa del vaiolo fin dal 1925 e fu sospeso solo nel 1977 per poi essere abolito del tutto nel 1981.
Nel 1929 viene resa disponibile la vaccinazione antidifterica, resa successivamente obbligatoria in tutti i nuovi nati nel 1939.
Nel 1959 si rende disponibile il vaccino per la polio, dapprima con il vaccino di Salk e successivamente con il vaccino di Sabin, rendendolo obbligatorio per tutti i nuovi nati a partire dal 1966.
Nel 1963 viene resa obbligatoria, per i lavoratori riconosciuti a rischio, la vaccinazione antitetanica, obbligatoria per i nuovi nati dal 1968.

Il legislatore negli anni 60, previde quindi la obbligatorietà delle vaccinazioni per difterite, tetano e poliomielite con specifiche sanzioni penali a carico dei genitori che omettessero di vaccinare i propri figli e con l’obbligo per le scuole di verificare l’avvenuta vaccinazione come presupposto della frequenza scolastica.
Con la legge di depenalizzazione 689/81, il reato di omessa vaccinazione fu trasformato in illecito amministrativo, tanto che l’ultimo obbligo di vaccinazione contro l’epatite B, introdotto con la L.165/1991, fu sanzionato solo in via amministrativa.
Con la riforma sanitaria introdotta con la L.833/1978, il Ministero della salute ed il legislatore hanno puntato più sull’informazione e sulla persuasione che sulla repressione, tanto che vaccini introdotti successivamente, come quello contro la pertosse, la meningite, la varicella, sono solo raccomandati, ma non obbligatori.
Con il DPR n°355/1999, viene soppresso il divieto di frequenza scolastica per i non vaccinati, divieto che era nettamente in contrasto con il principio costituzionale dell’istruzione obbligatoria per tutti i minori.
L’introduzione coatta per legge della vaccinazione nel nostro ordinamento è preclusa anche dalla Convezione di Oviedo.


CONVENZIONE DI OVIEDO
(Consiglio d’Europa 1997)
Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e la dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina (Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina)

Capitolo I: Disposizioni generali
Art. 1 Oggetto e finalità Le Parti di cui alla presente Convenzione proteggono l’essereumano nella sua dignità e nella sua identità e garantiscono ad ogni persona, senza discriminazione,il rispetto della sua integrità e dei suoi altri diritti e libertà fondamentaliriguardo alle applicazioni della biologia e della medicina. Ogni Parte prende nel suo diritto interno le misure necessarie per rendere effettive le disposizioni della presente Convenzione.
Art. 2 Primato dell’essere umano L’interesse e il bene dell’essere umano debbono prevalere sul solo interesse della società o della scienza.
Art. 3 Accesso equo alle cure sanitarie. Le Parti prendono, tenuto conto dei bisogni della salute e delle risorse disponibili, le misure appropriate in vista di assicurare, ciascuna nella propria sfera di giurisdizione, un accesso equo a cure della salute di qualità appropriata.
Art. 4 Obblighi professionali e regole di condotta. Ogni intervento nel campo della salute, compresa la ricerca, deve essere effettuato nel rispetto delle norme e degli obblighi professionali, così come nel rispetto delle regole di condotta applicabili nella fattispecie.


Capitolo II: Consenso
Art. 5 Regola generale Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato.
Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessatapuò, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.
La Convenzione di Oviedo ha stabilito il fondamentale principio dell’autodeterminazione in materia di salute e dato che la vaccinazione è un trattamento preventivo proposto a persone sane e non è uno stato di necessità, è necessario avere il consenso del paziente o del suo rappresentante legale. Il solo rappresentante legale di un bambino è il genitore e quindi decide il genitore se accettare o meno la vaccinazione
di suo figlio.


L’Italia recepisce questo orientamento sanitario con la LEGGE 28 marzo 2001,n.145


Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei diritti dell’uomo e della dignità dell’essere umano riguardo all’applicazione della biologia e della medicina: Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina, fatta a Oviedo il 4 aprile 1997, nonché del Protocollo addizionale del 12 gennaio 1998, n.168, sul divieto di clonazione di esseri umani.


CARTA COSTITUZIONALE
Oltre a questa legislazione a parere di insigni giuristi la legge 119 è chiaramente anticostituzionale:

Paolo Maddalena ex vice presidente della Corte Costituzionale dichiara che il DECRETO-LEGGE 7 giugno 2017, n. 73 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale è platealmente incostituzionale.
Esso viola l’art. 32 della Costituzione, il quale afferma che “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.


Paolo Maddalena al convegno 2 settembre 2017 Firenze

“Vaccini: tra nuovi obblighi e diritto alla libertà di scelta”


“La norma sull’obbligatorietà dei vaccini viola l’articolo 32 della Costituzione che prevede il trattamento sanitario obbligatorio solo se si rispetta la dignità umana e siccome il libero consenso è alla base della dignità umana la violazione è palese. Il provvedimento è in contrasto con l’articolo 34 che prevede che la scuola sia aperta a tutti e viola anche l’articolo 3 della Carta sul principio di uguaglianza. Si prevede che i non vaccinati devono essere tenuti fuori dalla scuola sino a 5 anni, ma da 6 anni
in poi possono accedervi. C’è inoltre disparità tra cittadini italiani e stranieri».
Secondo Paolo Maddalena quella sui vaccini è dunque «una normativa pessima, scritta malissimo, che s’innesca purtroppo in quel filone di leggi che vanno contro l’interesse del popolo italiano e che premiano soltanto le multinazionali e i grandi interessi economici».
Al convegno fiorentino hanno partecipato oltre 1.200 persone, è stata annunciata la nascita di un gruppo di giuristi che presenterà ricorsi per bloccare la nuova legge.
«Tra noi ci sono persone favorevoli e contrarie ai vaccini — spiega l’avvocato Fausto Gianelli — ma tutti siamo convinti della insostenibilità costituzionale della legge Lorenzin».


Vaccinazioni: tra Scienza e Diritto


Convegno 18 Giugno 2016 Savona
Beniamino Deidda – Direttore della Scuola Superiore di Magistratura, ex Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Firenze


• Le vaccinazioni pediatriche non possono essere imposte obbligatoriamente, a meno
che non ci sia una condizione sanitaria di emergenza, come una grave epidemia.
• L’articolo 32 della Costituzione dice che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, ma la legge è vincolata in questo senso perché in nessun caso possono essere violati “i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Secondo l’interpretazione della Corte Costituzionale (sentenza 308/1990), non è permesso il sacrificio della salute individuale a vantaggio di quella collettiva.
Ciò significa che è sempre fatto salvo il diritto individuale alla salute, anche di fronte al generico interesse collettivo.
Quindi, l’obbligo giuridico della vaccinazione e la conseguente repressione non reggono di fronte ad una interpretazione delle norme costituzionali.
Infine, dato che l’articolo 33 della Costituzione dice che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”, il magistrato afferma che “soffocare il dissenso di un medico su questa o quella terapia, quando esso sia fondato su ragionevoli dubbi o sul dibattito esistente in un certo momento storico, è un atto scriteriato; né può essere limitato il dissenso o la libertà di ricerca solo perché le autorità sanitarie hanno scelto una via piuttosto che un’altra”.


CARTA DEI DIRITTI DEL MALATO

3. DIRITTO ALLA SICUREZZA
Chiunque si trovi in una situazione di rischio per la sua salute ha diritto ad ottenere tutte le prestazioni necessarie alla sua condizione e ha altresì diritto a non subire ulteriori danni causati dal cattivo funzionamento delle strutture e dei servizi.

11. DIRITTO ALLA DECISIONE
Il cittadino ha diritto, sulla base delle informazioni in suo possesso e fatte salve le prerogative dei medici, a mantenere una propria sfera di decisionalità e di responsabilità in merito alla propria salute e alla propria vita.
I bambini, come tutti, hanno il sacro diritto di non subire danni dagli interventi sanitari e il diritto a mantenere una propria sfera di decisionalità non si incontra con nessun obbligo sanitario.

14. DIRITTO ALLA RIPARAZIONE DEI TORTI
Ogni cittadino ha diritto, di fronte ad una violazione subita, alla riparazione del torto subito in tempi brevi e in misura congrua.
Nei confronti dei bambini però, che sono sani e da sani si recano all’AUSL, sosteniamo sia fondamentale il principio di precauzione.

LIBERTA’ di CURA
Codice di Norimberga, 1946

“Il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente essenziale
Prima di accettare una decisione affermativa da parte del soggetto dell’esperimento lo si debba portare a conoscenza della natura, della durata (…) e di tutte le complicazioni e rischi che si possono aspettare e degli effetti sulla salute o la persona che gli possono derivare dal sottoporsi dell’esperimento”


Dichiarazione di Helsinki, 1964
(AMM, Associazione Medica Mondiale)
A 2. “E’ dovere del medico promuovere e salvaguardare la salute delle persone.
A 5. “Nella ricerca su soggetti umani, le considerazioni correlate con il benessere del soggetto umano devono avere la precedenza sugli interessi della scienza e della società”
A 7. “Nella pratica medica corrente e nella ricerca medica, la maggior parte
delle procedure preventive (NdR: leggasi anche Vaccinazioni), diagnostiche e terapeutiche implicano rischi e aggravi”
C 5. “Nel trattamento di un paziente, laddove non esistano comprovati metodi preventivi, diagnostici e terapeutici o questi siano inefficaci, il medico, con il consenso informato del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza”
L’art.5 della Dichiarazione di Helsinki 1964 (Assoc. Medica Mondiale), l’articolo 32 della Costituzione italiana e la legge 8 aprile 1998 n.94 sanciscono di fatto il sacrosanto diritto di ciascuno a farsi curare come ritiene giusto.


http://www.lavocedellevoci.it/2017/02/19/documenti-breve-storia-dei-vaccini/

http://www.terranuova.it/News/Salute-e-benessere/Vaccini-e-nuovi-obblighi-tutto-esauritoal-convegno-di-Firenze

http://blog-appuntamento-con-l-omeopatia.it/convegno-vaccini-tra-nuovi-obblighi-ediritto-alla-liberta-di-cura-analisi-e-suggerimenti-di-avvocati-e

https:// www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20170903/281784219236834

http://www.assis.it/vaccinazioni-minacce-disinformazione-cosa-afferma-la-legge/

https://www.cittadinanzattiva.it/corporate/salute/1953-carta-dei-diritti-del-malato.- html

http://www.mednat.org/liberta_cura.htm


CONSENSO INFORMATO
L’intera storia della medicina occidentale s’è svolta, fino alla fine del sec. scorso, nel presupposto pressoché indiscusso che
• il consenso fosse implicito (“per fatti concludenti”) nell’affidarsi del paziente al medico o che, addirittura,
• il prendersi cura del paziente da parte del medico (doveroso) non richiedesse alcun previo consenso in quanto necessariamente benefico.
• (*) dove l’eticità del rapporto di cura era interamente risolta nel rispetto del principio di beneficenza (spinto fino al paternalismo) e nella corretta applicazione delle leges artis.

(*) Lo scenario era quello che è ben sintetizzato dal titolo di un noto libro sul tema: Il silenzioso mondo di medico e paziente di Jay Katz, The Silent World of Doctor and Patient, New York, The Free Press, 1984.

PARADIGMA TRADIZIONALE della medicina era equivalente al privilegio terapeutico del medico.
Il Consenso/assenso alle cure e l’informazione sono legati al principio di Beneficialità.
In base a questo principio il medico è tenuto a dire al paziente solo ciò che con la sua competenza professionale giudica essere benefico per la sua salute.
Nel modello paternalistico il principale obbligo del medico era quello di pensare e di decidere per il benessere del paziente che non ha autonomia morale.

NUOVO PARADIGMA: dalla medicina autogovernata, a quella
eteronoma, amministrata.


DIRITTO ALLA SALUTE
Diagnosi, cura, prevenzione e riabilitazione secondo scienza e secondo coscienza: avere tutelato, attraverso la completezza dell’informazione, il diritto di autodeterminazione del paziente, rispettandone le scelte.
Nel nuovo modello basato sull’autonomia del paziente il medico favorisce e rispetta le decisioni libere, volontarie e di ‘autoamministrazione’ del paziente, quale agente morale autonomo.

DIRITTO ALL’INFORMAZIONE
Il diritto all’informazione è un importante tipo di diritto soggettivo, derivato dalla libertà di manifestazione del pensiero: art. 21 della Costituzione italiana
Il diritto all’informazione è un diritto sociale (improntato a eliminare le disuguaglianze esistenti all’interno della società, garantendo ai soggetti delle disuguaglianze esistenti all’interno della società, garantendo ai soggetti delle posizioni attive di pretesa nei confronti dei poteri pubblici) relativamente recente, tant’è che, nell’ordinamento italiano, solo dal 1994 si ha una definizione recente, data dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale*, su cui peraltro tuttora si discute.
• La deontolgia medica introduce tale diritto del paziente e dovere del medico nel codice del ’95 con la riserva del privilegio terapeutico nel dovere dire la verità in caso di prognosi infauste, riserva che decade nel codice del ’98.
La Corte con la sent. n. 420/1994, dichiarava infatti che è necessario garantire il massimo di pluralismo esterno, al fine di soddisfare, attraverso una pluralità di voci concorrenti, il diritto del cittadino all’informazione.
L’evoluzione si è avuta dalla sentenza n. 5444/2006 alla n. 2847/2010, con l’affermazione della risarcibilità del danno per il paziente che, nonostante un esito fausto dell’intervento, abbia comunque pagato un prezzo di sofferenza o limitazione funzionale.
La pronuncia n. 2847/2010 prevede però che sia il paziente a dover dimostrare anche attraverso presunzioni che, se avesse conosciuto il rischio, non avrebbe deciso di effettuare l’intervento.
Sentenza n. 2854/15 risarcimento per mancato consenso informato: l’acquisizione del c.i. è prestazione altra e diversa da quella dell’intervento richiesto.
Consenso informato diritto irretrattabile della persona.
(Cassazione Civile, sezione III, sentenza 28.07.2011 n°16543)
Cure mediche: amministratore di sostegno può esprimere il consenso informato.
(Tribunale di Reggio Emilia, decreto 24.07.2011)
Sulla base di numerose pronunce giurisprudenziali, “Il dissenso validamente manifestato del paziente cosciente e capace è idoneo a impedire qualsiasi trattamento medico”.


CONSENSO INFORMATO
Fondamenti costituzionali dell’obbligo di acquisizione del consenso.

ART. 2 Costituzione Italiana “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo….”
ART. 13 Costituzione Italiana “La libertà personale è inviolabile” Libertá di disporre del proprio corpo (Sent. N. 471/1990 Corte Costituzionale)

Ricordiamo la Legge 210/92
Art. 1. 1. Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dallequali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge.

4. I benefici di cui alla presente legge spettano alle persone non vaccinate che abbiano riportato, a seguito ed in conseguenza di contatto con persona vaccinata, i danni di cui al comma 1.


E la Sentenza del Consiglio di Stato (n.02495/2015)
“il richiamato principio di precauzione fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, ponendo una tutela anticipata rispetto alla fase dell’applicazione delle migliori tecniche proprie del principio di prevenzione.
L’applicazione del principio di precauzione comporta dunque che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali.”

Bibliografia di riferimento e approfondimento

  • Circolare ministeriale attuazione del Decreto legge 73 poi convertito nella legge 119 –link
  • Comunicato stampa – Italia capofila piano vaccinale –link
  • Il decreto legge sulla prevenzione vaccinale in seguito legge a cura del Ministero della Salute –link
  • la Convenzione di Oviedo – testo integrale –link
  • la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea – testo integrale –link
  • Articoli estratti da Convezione di Oviedo, Codice di Norimberga, Costituzione Italiana, Dichiarazione dei diritti umani, Dichiarazione di Helsinki, Carta europea dei diritti del malato, Codice di deontologia medica, Sentenza del Consiglio di Stato (n.02495/2015)